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Vivere veg a 360° : Le Nazioni Unite invitano a passare ad un'alimentazione vegan
Inviato da societavegetariana il 1/8/2010 16:00:00 (4182 letture) Articoli dello stesso autore
Vivere veg a 360°

02/06/10 - Fonti :
1) dal giornale The Guardian o leggi in (pdf)
2) Una sintesi (8 pagg) del testo originale dell’ ONU – UNEP (United Nations Environment Programme's /Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite; si tratta del pannello internazionale per la gestione delle risorse sostenibili)
3) Link al testo originale (112 pagg.)
4) NEIC - Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (leggi in pdf)
5) http://www.eatlowcarbon.org - Per calcolare le emissioni di CO2 di un proprio pasto.

La nuova relazione dell' Onu - UNEP (Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite), evidenzia senza ombra di dubbio che il consumo di alimenti animali - carne, pesce, latticini - è una delle cause primarie di impatto ambientale, inquinamento, effetto serra e spreco di risorse.
"Un urges global move to meat and dairy-free diet.
A global shift towards a vegan diet is vital to save the world from hunger, fuel poverty
and the worst impacts of climate change, a UN report said today". (Guardian 02/06/10)
traduzione:"Un cambiamento globale verso una dieta vegan è di vitale importanza per salvare il mondo da fame, povertà di combustibile e dalle peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici". (Guardian 02/06/10)
continua la lettura...

...poiché la popolazione mondiale ha picchi verso un previsto 9,1 miliardi di persone entro il 2050, i gusti occidentali per diete ricche di carne e latticini non sono sostenibili; afferma così la relazione. Una riduzione sostanziale dell'impatto sarebbe possibile solo con una modifica sostanziale: una dieta lontana da prodotti di origine animale.
Il professor Edgar Hertwich, l'autore principale del rapporto, ha dichiarato: "I prodotti animali causano più danni che la produzione di minerali per l'edilizia come sabbia o cemento, plastica e metalli. Biomassa e colture per gli animali sono così dannosi come i combustibili fossili".
La raccomandazione segue il consiglio dato l'anno scorso (2009) da Lord Nicholas Stern, ex consigliere del governo laburista sull'economia del cambiamento climatico : che una dieta vegetariana era la migliore soluzione per il pianeta.
- leggi l’articolo
Rajendra Pachauri, presidente del Gruppo intergovernativo dell'ONU sui cambiamenti climatici (IPCC), ha anche esortato la gente ad osservare uno giorno senza carne a settimana per ridurre le emissioni di carbonio
- leggi l’articolo
Ernst von Weizsaecker, uno scienziato ambientale dell'IPCC ha dichiarato: "L'aumento di ricchezza nei paesi in via di sviluppo sta modificando la dieta tradizionale in questi paesi verso un consumo molto maggiore di carne e latticini - il bestiame oggi consuma la maggior parte dei raccolti mondiali, e di conseguenza la gran parte dell'acqua potabile, di fertilizzanti e di pesticidi".
Infatti in uno dei grafici del nuovo rapporto dell'ONU – UNEP (figura 5.7, pag. 74) si può chiaramente notare che tra i processi produttivi a maggior impatto ambientale, figura l'allevamento di bestiame: tra i 4 settori etichettati come "prima priorità" troviamo il settore della zootecnia, e tra i settori definiti di "seconda priorità" troviamo nei primi posti la lavorazione della carne e la lavorazione del latte.
Prodotti di origine animale, carne e latticini, in generale, richiedono più risorse e provocano emissioni più elevate rispetto alle alternative a base di piante.
Inoltre, frutta e verdura non di stagione causano emissioni consistenti in quanto quando coltivate in serre, conservate allo stato congelato, o trasportate per via aerea. Poiché il consumo alimentare totale e la quota di calorie di origine animale aumenta con la ricchezza, l'alimentazione per i paesi ricchi tende a causare un maggiore impatto ambientale rispetto per i paesi poveri.
Danni in che misura? Secondo gli autori del rapporto, i prodotti animali causano più danni rispetto alla produzione di minerali, plastica o metalli: l'agricoltura, in particolare solo per la produzione di carne e latticini, rappresenta il 70% del consumo globale di acqua dolce, 38% dello sfruttamento delle terre e il 19% dell'emissioni di gas serra.
A questo proposito, anche internet aiuta: sul sito http://www.eatlowcarbon.org è possibile calcolare le emissioni di CO2 di un proprio pasto. Per noi italiani è un po' complicato da usare perché i piatti “tipo” tra cui si può scegliere sono tipicamente americani, ma si tratta comunque di un'indicazione di massima molto utile, anche perché corredata di suggerimenti per diminuire il proprio impatto.

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