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<Nutrizione - articoli scientifici> : L’Alzheimer è servito con la carne cotta
Inviato da societavegetariana il 25/2/2014 9:40:00 (3190 letture) Articoli dello stesso autore
<Nutrizione - articoli scientifici>

25/02/2014 - L’Alzheimer è servito con la carne cotta

Fonti:
1) Articolo in italiano su La Stampa
2) Articolo sulla rivista medica Medical News Today
2) Abstratc dell’articolo originale sulla rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences)

Autori n.13 = Weijing Cai, Jaime Uribarri, Li Zhu, Xue Chen, Shobha Swamy, Zhengshan Zhao, Fabrizio Grosjean, Calogera Simonaro, George A. Kuchel, Michal Schnaider-Beer,i Mark Woodward, Gary E. Striker, Helen Vlassara.

Titolo
Oral glycotoxins are a modifiable cause of dementia and the metabolic syndrome in mice and humans

Pubblicato su
PNAS ( Proceedings of the National Academy of Sciences) 19.02.14

IL TESTO
Lo documentano 13 ricercatori. Attenti alla carne cotta, si rischia la demenza.
(aumenta l’accumulo nel cervello di proteina beta amiloide, un noto marcatore per la malattia di Alzheimer e la demenza).

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Cuocere la carne alla griglia, in padella o anche al forno produce i cosiddetti AGEs, i prodotti terminali della glicazione avanzata (* per il significato vedi a fine articolo). Questi, oltre a essere stati collegati a malattie come il diabete di tipo II, pare predispongano anche alla demenza e l’Alzheimer.

La carne cotta può produrre delle sostanza che sono state accusate di favorire l'infiammazione e aumentare la concentrazione di placca beta amiloide, collegata alla demenza e all'Alzheimer.

Quando le proteine o i grassi reagiscono con lo zucchero si formano delle sostanze chiamate AGEs, ossia i prodotti terminali della glicazione avanzata. Questo processo può avvenire sia in modo naturale che durante il processo di cottura di un alimento come la carne.
E proprio la carne e i suoi vari metodi di cottura sono stati messi sotto accusa da un nuovo studio di essere un rischio per il cervello e lo sviluppo di malattie come l’Alzheimer.
La gran quantità di AGEs che ci ritroviamo a ingerire li ritroviamo nei prodotti a base di carne fritti, alla griglia o al forno, ma anche in prodotti lattiero-caseari che sono stati pastorizzati o sterilizzati.


Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Icahn school of medicine di Mount Sinai (New York) e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), mostra che con una dieta con alto contenuto di AGEs si ha un aumento di pericolose proteine nel cervello e un danno alla funzione cognitiva, dimostrando che queste sostanze hanno la capacità di modificare i processi chimici cerebrali.

Mangiare carne cotta a fuoco vivo – che sia in padella, sulla griglia o in forno – può dunque far aumentare il rischio di demenza se, con questa si assorbono anche gli AGEs.
Questi prodotti si ritiene possano far aumentare l’accumulo nel cervello di proteina beta amiloide, un noto marcatore per la malattia di Alzheimer e la demenza.

La dott.ssa Helen Vlassara e i colleghi ricercatori, già sapevano che gli AGEs sono prodotti naturalmente in piccole quantità nel nostro organismo, ma il sovrappiù viene assunto per mezzo della dieta e, in particolare, con la carne cotta. Ed è proprio il sovrappiù a poter creare dei problemi.
La gran quantità di AGEs che ci ritroviamo a ingerire li ritroviamo nei prodotti a base di carne fritti, alla griglia o al forno, ma anche in prodotti lattiero-caseari che sono stati pastorizzati o sterilizzati.
«Ingeriamo queste tossine in enormi quantità nel corso della nostra vita», ha commentato la dott.ssa Vlassara.
Il problema principale non è tanto l’assunzione di queste sostanze, ma l’accumulo, che con il tempo e l’età può promuovere l’infiammazione cronica nel corpo. E, come si sa, proprio l’infiammazione è implicata nei processi patologici e in malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Sebbene i ricercatori ritengano siano necessari ulteriori controlli, affermano che…ridurre i cibi ricchi di questi composti dannosi e mangiare più alimenti a base vegetale è generalmente considerato auspicabile se si vuole seguire una dieta più sana.

(*) glicazione avanzata = La glicazione proteica indica la reazione mediante la quale gli zuccheri si legano ad alcuni gruppi di proteine. Il processo si svolge in più stadi, con la formazione in un primo momento del “prodotto di Amadori” e successivamente di prodotti finali di “glicazione avanzata”.
I prodotti di glicazione avanzata, una volta fissati alle proteine dell’organismo, sono responsabili di alcuni danni ai tessuti (complicanze). Il primo stadio della glicazione (prodotto di Amadori) non provoca danni ed è possibile misurarne la quantità, potendo così essere impiegato come marcatore.
La Glicazione è un indurimento delle fibre di collagene, causato dall’essiccativa assunzione di particolari zuccheri quando mangiamo. In pratica i tessuti cutanei diventano meno elastici, la pelle si irrigidisce di più e le rughe, tendono ad accentuarsi.
Ma non tutti gli zuccheri provocano questo. Non stiamo parlando degli zuccheri naturali come il fruttosio e il glucosio, presenti anche nella pasta, nei cereali, nel riso e nel miele.
Questi zuccheri, infatti, vengono assorbiti bene dall’organismo, che li brucia e li trasforma in energia. Gli zuccheri cattivi sono, al contrario quelli raffinati come lo zucchero bianco, e i dolcificanti contenuti per esempio nelle bibite e nei dolci industriali: sono più difficili da smaltire. Quindi si accumulano: alzano il lavello di glicemia nel sangue e si fissano alle cellule; quelle cutanee comprese.

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