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<Nutrizione - articoli scientifici> : Il ferro della carne collegato a malattie cardiache (21 studi internazionali, 292.454 partecipanti)
Inviato da societavegetariana il 11/5/2014 21:00:00 (4638 letture) Articoli dello stesso autore
<Nutrizione - articoli scientifici>

11/05/14

1) Fonte italiana: La Stampa - clicca qui
2) Fonte scientifica (in inglese) - clicca qui

Titolo
Dietary iron intake and body iron stores are associated with risk of coronary heart disease in a meta-analysis of prospective cohort studies.

Autori
Hunnicutt J, He K, Xun P.

Pubblicato su
Journal of Nutrition - online January 8, 2014.

Il ferro che si trova nella carne può aumentare il rischio di malattie cardiache, secondo una nuova meta-analisi pubblicata sul Journal of Nutrition.
I ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da 21 studi internazionali, che comprendevano 292.454 partecipanti, per una media di dieci anni.
I risultati hanno mostrato che il ferro-eme (quello contenuto nella carne) ha aumentato il rischio di malattie cardiache del 57%.
Al contrario, scrivono i ricercatori, il ferro non-eme (quello contenuto nelle verdure) non ha mostrato alcuna relazione col rischio di mortalità per malattie cardiache.

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«L’associazione positiva osservata tra ferro eme e il rischio di malattia coronarica può essere spiegata con l’elevata biodisponibilità del ferro eme e il suo ruolo come fonte primaria di ferro nei partecipanti – hanno scritto i ricercatori – Il ferro eme viene assorbito a una velocità molto maggiore rispetto al ferro non eme: il 37% contro il 5%. Una volta assorbito, può contribuire quale catalizzatore nell’ossidazione delle LDL, causando un'infiammazione dannosa a carico dei tessuti, che è un potenziale fattore di rischio per la malattia coronarica».

I depositi di ferro nel corpo aumentano nel corso del tempo, sottolineano i ricercatori. L’unico modo per ridurre la quantità di ferro nel corpo sono le emorragie, donare il sangue o le mestruazioni.
Poi ci sono alimenti che inibiscono l’assorbimento del ferro, tra cui il caffè, il tè e il cacao.
Per contro, il ferro non-eme può essere più facilmente assorbito se assunto in concomitanza con la vitamina C.

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