Una dieta vegetariana può avere un ruolo cruciale nella prevenzione e nella cura delle malattie renali

Data 2/4/2011 20:40:00 | Topic: <Nutrizione - articoli scientifici>

23/03/2011 – Fonti:
- SSNV (Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana)
- Ciasn (Clinical Journal of the American Society of Nephrology) (o leggi l’intera relazione in originale)
- abstract
Pubblicato su: Clinical Journal of the American Society of Nephrology (dicembre 2010)
Autori: Sharon M. Moe, Miriam P. Zidehsarai, Mary A. Chambers, Lisa A. Jackman, J. Scott Radcliffe, Laurie L. Trevino, Susan E. Donahue, John R. Asplin,
Titolo originale
Vegetarian Compared with Meat Dietary Protein Source and Phosphorus Homeostasis in Chronic Kidney Disease.

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Gli individui con malattie renali non riescono a liberarsi adeguatamente dal fosforo, che si trova nelle proteine assunte nell’alimentazione, ed è un additivo alimentare comune (il contenuto di fosforo non è elencato sulle etichette degli alimenti)
I pazienti affetti da malattie renali devono limitare il loro apporto di fosforo, poiché alti livelli di questo minerale può portare a malattie cardiache e addirittura alla morte.

I livelli di fosforo precipitano letteralmente nei pazienti con malattie renali che si attengono ad una dieta vegetariana, (si parla di 'significative differenze') secondo il seguente studio.

Una ricerca dell'Università dell'Indiana (USA), diretta dalla dottoressa Sharon Moe pubblicata (dicembre 2010) dall'American Society of Nephrology conferma che l'alimentazione a base vegetale è efficace per contrastare il decorso delle malattie renali. Si parla di significative differenza tra dieta vegetariana e carnea.
La dottoressa Moe ed il suo staff hanno selezionato alcuni volontari, tutti malati, dividendoli in due gruppi.
Il primo gruppo ha seguito una dieta vegetariana (con al centro i cereali), il secondo uno stile alimentare che comprendeva carne.
Alla fine del test, tutti sono stati sottoposti ad analisi di sangue e di urine, che hanno evidenziato come la dieta a base di cereali apportava dosi minori di fosfati (sia nel sangue che nelle urine). Inoltre, essendo questi sotto forma di fitati, impegnavano meno l'organismo.

L'IRC è una malattia per la quale i reni non sono più in grado di svolgere il loro ruolo di "filtratori" e di eliminare in tal modo le scorie del metabolismo, specialmente scorie azotate che inducono uremia (alto tasso di urea, fortemente tossica per l'organismo). Le indicazioni terapeutiche concordano tutte nel consigliare una dieta a basso contenuto di fosforo, fosfati, proteine e sodio per evitare ulteriori danni ai reni.
Lo studio appena pubblicato spiega come i pazienti in fase avanzata di insufficienza renale cronica (IRC) abbiano un bilancio del fosforo positivo, vale a dire un livello troppo alto di escrezione renale di fosforo.
Per questo l'alimentazione raccomandata per i malati di IRC è a basso contenuto di fosfati, non più di 800 milligrammi al giorno.
Questa ricerca ha però scoperto che non ha importanza solo la quantità di fosfati introdotta nella dieta, ma anche le fonti proteiche da cui derivano i fosfati stessi.
Sono stati esaminati 9 pazienti che per una settimana hanno seguito una dieta onnivora, per un'altra settimana una vegetariana, equivalenti in nutrienti (le diete sono state preparate dai ricercatori stessi).
Durante le ultime 24 ore di ciascuna settimana, i pazienti sono stati ricoverati in clinica per un controllo frequente del sangue e delle urine.

I risultati,come evidenziato anche nell’abstract hanno mostrato che la settimana di dieta vegetariana aveva fatto abbassare i livelli di fosforso e di FGF23 (fattore 23 di crescita dei fibroblasti). Si parla di significative differenza tra dieta vegetariana e carnea.

Come conclusione tale studio sottolinea dunque l'importanza non solo di ridurre l'apporto di fosforo/fosfati attraverso la dieta, ma di prestare attenzione anche alle fonti proteiche da cui derivano i fosfati stessi, preferendo fonti proteiche vegetali dato che queste portano a una significativa diminuzione dei livelli di fosforo.

A tale riguardo, molte ricerche sono state effettuate per evidenziare il benefico effetto che la dieta vegetariana possiede nei confronti delle patologie renali.
Le diete ipoproteiche "classiche" si basano sull'introduzione di prodotti speciali come cereali privi di glutine, mentre con la dieta vegetariana si va a ridurre l'apporto proteico di derivazione animale, in quanto i cibi animali hanno un contenuto troppo alto di proteine e scorie azotate, mentre viene aumentato l'apporto di frutta, verdura e cereali, che hanno un contenuto inferiore di fosfati.
Con questa dieta si ottiene un buon controllo dell'acidosi metabolica (grazie al potere alcalinizzante delle verdure) e un buon monitoraggio delle alterazioni lipidiche specialmente dei livelli troppo elevati di colesterolo, dato che carne, pesce, uova e latticini contengono alte dosi di grassi saturi, nocivi per l'apparato cardio-vascolare.



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